“Sette e Quarantacinque” comincia a camminare da solo, entra nelle case degli altri, passa attraverso una voce che non è più la mia e viene raccontato da occhi che lo hanno guardato da fuori.
Oggi tutto questo è accaduto a Sette e Quarantacinque.
Il mio ultimo romanzo è entrato nel Leggilibri della TGR Campania, la rubrica Rai dedicata ai libri e alla letteratura, all’interno di un servizio significativamente intitolato Il Leggilibri fa il giallo. E confesso che fa uno strano effetto. Perché quando si scrive un romanzo si trascorre moltissimo tempo da soli. Ci sono una stanza, una pagina, qualche personaggio che lentamente comincia a prendere possesso delle giornate e, soprattutto, ci sono luoghi che conosciamo da sempre e che proviamo ostinatamente a trasformare in letteratura.
Per Sette e Quarantacinque quei luoghi sono quelli dell’Irpinia.
Le strade provinciali percorse quando il giorno sta ancora cominciando, i paesi appoggiati sulle montagne, i bar aperti troppo presto, le case isolate, il freddo, le distanze, i silenzi. Quella geografia apparentemente marginale che, per chi ci vive, marginale non è affatto. Ho sempre pensato che la provincia italiana custodisca storie enormi. Bisogna soltanto imparare ad ascoltarle. Dentro un paese di poche migliaia di abitanti possono esistere la stessa colpa, la stessa paura, lo stesso desiderio, la stessa violenza e la stessa disperazione che abitano una grande metropoli. Forse, qualche volta, persino più forti, perché nei piccoli luoghi tutto rimane più vicino: le vite, le case, i ricordi. E anche i segreti.
È da questa convinzione che nasce Sette e Quarantacinque.
Un noir, certamente. Una storia nella quale ci sono un’indagine, delle ombre e delle domande a cui qualcuno dovrà prima o poi dare una risposta. Ma soprattutto il primo capitolo di una trilogia attraverso la quale vorrei continuare a raccontare questa parte d’Italia: le sue contraddizioni, la sua bellezza e quel senso antico del tempo che ancora resiste nei paesi dell’Appennino. Per questo vedere oggi quelle pagine raccontate dalla Rai ha per me un significato particolare. Non soltanto perché qualcuno ha deciso di occuparsi del mio romanzo, ma perché, insieme al libro, per qualche minuto sono entrati nello schermo anche questi luoghi. E per uno scrittore che da anni prova a raccontare le aree interne, forse la soddisfazione più grande è proprio questa: accorgersi che una storia nata lontano dai grandi centri può partire da una strada dell’Irpinia e arrivare altrove. I libri, in fondo, servono anche a questo, prendono luoghi che sulle carte geografiche sembrano piccoli e restituiscono loro una misura diversa. Una misura che non si calcola in chilometri, né in numero di abitanti, ma si calcola nelle storie.
Qui è possibile vedere il servizio completo di Rai TGR Campania dedicato a Sette e Quarantacinque:
Clicca qui per vedere il servizio RAI
Un grazie a Claudio Ciccarone e alla redazione della TGR Campania per l’attenzione dedicata al mio romanzo.
Intanto il viaggio di Sette e Quarantacinque continua.
