La Taverna re Coccione

Voglio ringraziare Antonio Suelzu, che riesce sempre a trovare fotografie storiche di Paternopoli. Questa in foto era la Taverna re Coccione, che apparteneva a mio nonno Peppino (Soccorso) Tecce, in località Casale a Paternopoli. Si trattava di una Taverna di posta antichissima, che di sicuro risaliva all’epoca medievale, ma sicuramente costruita su altre strutture antecedenti. Era una taverna dove si fermavano le persone che andavano a piedi in direzione di Avellino e viceversa. A sinistra dell’abitazione sono stati trovati resti di origine romana, attestando l’importanza della zona come luogo di passaggio. Io credo, più semplicemente, che la Taverna sorgesse su una delle tante diramazioni della via Appia antica che passava poco più sopra, per Gesualdo e Frigento. Quindi doveva essere una zona molto trafficata. Oggi purtroppo non esiste più, perché cadde con il terremoto del 1980 e sono rimaste solo le mura perimetrali. Che peccato.

Li intorno, nel periodo post terremoto, io e mio padre eravamo soliti passeggiare, prima che sui quei campi crecessero i rovi e cadessero in uno stato di abbadono, e semplicemente smuovendo il terreno trovavamo monete romane e monete del Regno delle due Sicilie. Questo a riprova, ancora una vota, laddove ce ne fosse bisogno, del fatto che quelle vie erano molte frequentate nell’antichità, e dove c’erano persone c’erano commerci, soldi, e tutto ciò che ne consegue.

Infine un’ultima considerazione va fatta anche sul fatto che non lontano dal luogo della taverna, al centro della Valle D’Ansanto, c’è la Mefite, già antichissimo luogo di culto delle genti pre romaniche. Si ritiene che già in quell’epoca arrivassero in zona molti pellegrini, anche dalla Puglia e dalla Calabria, per venerare la Dea Madre. Probabilmente taverne come questa, dovevano esistere già in quell’epoca in cui le persone si sobbarcavano lunghissimi viaggi e avevano bisogno di ricovero.

Quindi, alla fine dei conti, posso dire, ancora una volta, che la Storia è passata dall’Irpinia e che l’Irpinia è stata sempre una terra importantissima sin dai tempi dell’antichità. Magari anche più di quanto non lo sia adesso.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista Direttore di RSA

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