Matilde Serao, una donna moderna

Matilde Serao 1856-1927, scrittrice giurnalista italiana, è stata la prima donna italiana ad avere fondato un quotidiano, Il Corriere di Roma, e successivamente Il Mattino, è Il Giorno.
Negli anni venti fu candidata sei volte, senza mai ottenerlo, al Premio Nobel per la letteratura.
Coraggiosa precorritrice dei tempi …

Una mattina di agosto del 1894 Gabrielle Bessard , una ballerina parigina arrivata a Napoli per lavorare nei Café Chantant , bussò alla porta di casa di Eduardo Scarfoglio e Matilde Serao .
Quando la cameriera aprì la porta le consegnò una bambina e un biglietto con poche parole indirizzato a Eduardo.
Poi tirò fuori una pistola e si sparo’.
Ricoverata in ospedale, morirà dopo qualche giorno .
Nel suo biglietto c’ era scritto: «Perdonami se vengo a uccidermi sulla tua porta .
Ti amerò per sempre».
Eduardo Scarfoglio, giornalista, poeta e scrittore , che insieme alla moglie Matilde Serao rivoluzionò il modo di fare giornalismo, era conosciuto a Napoli come un donnaiolo e sua moglie era a conoscenza dei suoi tanti tradimenti.
Gabrielle Bessard lo conobbe nel 1892, a Roma, e i due iniziarono una relazione clandestina.
Dopo due anni restò incinta, ma Eduardo non lasciò Matilde come lei avrebbe voluto.
Di qui la tragedia.
Matilde Serao non rifiutò la piccola, anzi l’accolse nella propria casa senza alcun indugio e l’adottò dandole il nome di Paolina, il nome della propria mamma.
Alla lunga, però, i rapporti con Eduardo peggiorarono: Matilde perdonò, accettò ancora altri tradimenti, ma alla fine si separò da quel marito inaffidabile riportandone ferite e graffi al cuore.
La Serao, dopo la separazione, cercò di ricostruire la sua vita e incominciò una convivenza con Giuseppe Natale , un collega giornalista.
Dal marito aveva avuto quattro figli e dalla nuova relazione nacque un’altra figlia, che volle chiamare Eleonora per l’affetto che la legava ad Eleonora Duse.
Eduardo, invece, restò solo e quando,nel 1917, morì , Matilde sposò il suo nuovo compagno.

Matilde Serao nacque il 14 marzo 1856, esattamente 166 anni fa.
Un tempo antico cronologicamente, eppure, la modernità di questa donna non la fa sembrare figlia di quel tempo.
Con la sua indole coraggiosa seppe precorrere i tempi , raggiungendo invidiabili traguardi professionali in ambito giornalistico e letterario, imponendo il suo valore di donna in un mondo di uomini.
E per quei tempi non era tanto facile, come non era facile separarsi dal marito, convivere “more uxorio” con un compagno e far nascere anche una figlia illegittima.
Ma lei lo fece, precorritrice dei tempi che ,poi, sarebbero arrivati.
Morì a Napoli, il 25 luglio del 1927, colpita da un infarto nel suo ufficio mentre era intenta a scrivere l’ ennesimo articolo per il suo giornale…
Fonte:Anna Quintavalle.

Pubblicato da Giuseppe Tecce

Scrittore di saggi e romanzi Giornalista per il Corriere dell’Irpinia Direttore di RSA

Lascia un commento