IL QUADRO GENERALE

E’ emblematico sentire Erdogan che insieme a Putin sostiene profeticamente che il “sistema di sicurezza occidentale sta crollando”. Mette in chiaro subito una cosa ai tanti che non hanno ancora capito o fingono di non capire quale è la portata politica di questa guerra. Non che sia un mistero. Putin e altri uomini a lui vicini lo hanno chiaramente detto, come Sergey Karaganov, ex consigliere di Putin e oggi a capo del Centre for Foreign Policy di Mosca.

“Ci sentiamo tutti parte di un grande evento nella storia, e non si tratta solo della guerra in Ucraina; si tratta del crollo finale del sistema internazionale che si è creato dopo la Seconda guerra mondiale e poi, in modo diverso, è stato ricostruito dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quindi, stiamo assistendo al crollo di un sistema economico – del sistema economico mondiale – la globalizzazione in questa forma è finita”. Gli fa eco l’apocalittico Alexander Dugin, “L’operazione speciale in Ucraina è diretta soprattutto contro il liberalismo e il globalismo”.

Riassumendo, la guerra in Ucraina è una guerra strutturale, frontale, contro il sistema occidentale. Punto. E’ dunque l’evento che segna il vero spartiacque tra ieri e oggi. Altro che 11 settembre.

L’ultima volta che in Europa si verificò qualcosa di simile, e fu una guerra mondiale, avvenne esattamente quando Adolf Hitler si propose il medesimo obbiettivo.

Erdogan, Putin, Khamenei, Xi Jinping, Kim Jung-un, sono tutti accomunati dal medesimo desiderio di vedere crollare l’ordinamento occidentale. Il paradosso di Erdogan è che il satrapo turco fa parte della Nato.

Alla luce di questa realtà si capiscono meglio gli appoggi a Putin, le dichiarazioni a suo favore, la volontà di trovargli giustificazioni e attenuanti. Provengono tutte da chi ha in cuore una avversione profonda per l’Occidente e il sistema di vita e di valori che ha creato. Sono i nemici della democrazia, del liberalismo, della libertà.

La cosa aberrante è che buona parte di loro vive in Occidente, in Europa soprattutto, e pur odiando ciò che l’Europa rappresenta, pur odiando gli Stati Uniti, unici veri garanti della democrazia occidentale dopo la fine della Seconda guerra mondiale, non emigrano in Russia, Iran, Cina, Nord Corea, no, stanno qui, godendo di tutti i vantaggi che l’Occidente, l’odiato Occidente garantisce loro.

Film già visto, all’epoca dell’Unione Sovietica, della rivoluzione maoista in Cina, della guerra del Vietnam.

Estrema destra, estrema sinistra, le due facce della stessa medaglia rossobruna, e in mezzo una pletora di individui a cui la propaganda antioccidentale ha fatto il lavaggio del cervello e che, se l’ordinamento occidentale dovesse crollare (ma non crollerà, non riuscí a Hitler, figuriamoci a Putin), sarebbero i primi a essere ridotti in schiavitù.

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