Il Paese della cuccagna con la P maiuscola

La Russia degli ultimi 20 anni è stata un po’ come il paese della cuccagna, un luogo in cui tutto era diventato estremamente semplice e divertente. Ma da che mondo è mondo, le cose semplici nascondo sempre qualche trucco. Esattamente come successe a Pinocchio e a Lucignolo nel paese della cuccagna. Ve lo ricordate?

Ma il paese della cuccagna esige sempre il suo contributo di anime e di vite. Cosi dal gennaio 2022, si sono susseguite una serie di morti sospette tra personaggi particolarmente in vista dell’imprenditoria Russa.

Almeno sette importantissimi uomini d’affari Russi sono morti da fine Gennaio ad oggi. Morti molto sospette, ovviamente, e nel mirino delle intelligence di tutto il mondo, perché il sospetto, ovviamente, è che non si tratti di suicidi, quanto, piuttosto, di omicidi.


Tre oligarchi morti per suicidio tra gennaio e febbraio

Leonid Shulman, dirigente di Gazprom Invest, è stato trovato morto nella sua casa di Leninsky il 30 gennaio 2022. I media russi hanno dato la notizia del ritrovamento di un messaggio in cui l’imprenditore spiegava di aver commesso l’estremo gesto.

Il 25 febbraio è stata la volta di Alexander Tyulakov, altro dirigente di Gazprom, trovato morto nel garage della sua casa nella stessa cittadina del collega. Anche in questo i media russi hanno parlato di suicidio.

Mikhail Watford, miliardario russo di origini ucraine, è invece deceduto a Surrey, in Inghilterra, il 28 febbraio. I risultati dell’autopsia saranno resi pubblici solo il 29 luglio, e le indagini sulla misteriosa morte dell’uomo sono ancora in corso.

Tre oligarchi trovati morti dopo aver massacrato mogli e figli

È stato poi il turno dell’imprenditore Vasily Melkinov, proprietario dell’azienda farmaceutica MedStom. L’uomo è stato trovato morto a Nizhny Novgorod a fine marzo. Vicino al suo corpo quelli della moglie 41enne e dei due figli di 10 e 4 anni, accoltellati a morte.

Non ci sarebbero stati segni di intrusione nella casa in cui è avvenuto il massacro, e l’ipotesi degli investigatori russi è quella di omicidio-suicidio. Pochi giorni fa altri due imprenditori russi sono morti in quelli che apparirebbero come casi di questo tipo.

Si tratta di Vladislav Avayev, ex vicepresidente della Gazprombank, trovato morto il 18 aprile a Mosca insieme alla moglie e alla figlia. Colleghi e amici dell’uomo hanno però rifiutato categoricamente l’ipotesi che sia suicidato per poi uccidere il resto della famiglia.

Solo il giorno dopo, il 19 aprile, è stato il turno di Sergey Protosenya, ex dirigente dell’azienda energetica Novatek, partecipata di Gazprom. L’imprenditore è morto in Spagna, impiccato nella sua villa di Lloret de Mar.

Morto un altro manager della Gazprom, caduto da una scogliera

Andrei Krukowski, direttore del resort sciistico del gigante russo Gazprom, è morto ‘cadendo da una scogliera’ a Sochi.

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