Leggo sempre più post di scrittori che si esprimono contro l’intelligenza artificiale, che si buttano con le mani avanti per dire che non utilizzano la AI, ma credo che tutto ciò sia anacronistico. La forza travolgente di una delle più grandi invenzioni di tutti i tempi non si fermerà, di certo, perché uno scrittore qualsiasi fa un video in cui sostiene di non utilizzare l’AI. La faccenda che loro non calcolano, al netto di voler preservare il loro lavoro (e a giusto motivo) è che l’AI non è la soluzione, ma uno strumento che può essere di supporto al lavoro di chiunque, compreso lo scrittore. Supponiamo che uno scrittore si trovi a descrivere una scena complessa di psicoterapia. Un tempo come si faceva? Lo scrittore (a meno che non avesse subito anni di sedute di psicoterapia) doveva trovare un bravo psicanalista e farsi spiegare certi meccanismi. Oggi, invece, può velocizzare le cose dialogando con l’AI, che può essere valida allo stesso modo di un grande psicanalista. Alla fine l’intelligenza artificiale che cos’è? Non è altro che un grande contenitore all’interno del quale è stato inserito tutto il sapere umano. Ciò non significa che la AI sappia generare contenuti nuovi, ma che sappia parlare di tutto ciò che l’essere umano ha già fatto. Per creare contenuti nuovi la mente umana resta insuperata. Quindi non bisogna avere paura della AI. Essa è uno strumento, come può esserlo un coltello, un forno o una lavatrice. La differenza la fa chi la usa e il modo in cui la utilizza. Quindi rilassatevi… non saranno i vostri post a fermare una rivoluzione enorme, che è già in atto e che cambierà il modo di vivere di tutti.
