Perché viviamo nella società dei creduloni?

A parlare è Gerald Bronner, sociologo francese, che da anni si occupa dello studio delle fake news e della loro diffusione sul web.
Si tratta di un problema enorme, perché abbiamo tutti gli strumenti per creare una società della conoscenza, ed invece annaspiamo in un mondo di creduloni e complottisti.
C’è una spiegazione scientifica a tutto ciò… Il problema è :  come spiegarlo agli analfabeti funzionali?
“Tutto quello che sta accadendo è la conseguenza del funzionamento ancestrale del nostro cervello di fronte all’ipermodernità del nostro ambiente sociale, e in particolare digitale.

I due fattori sono necessari per capire quello che ci sta accadendo. Uno dei fattori che spiega la diffusione di false informazioni è che queste ultime vanno nel senso delle aspettative intuitive del nostro cervello, appagano quello che ho chiamato l’aspetto oscuro della nostra razionalità.

Per esempio, uno studio pubblicato nella rivista Science ha mostrato che le informazioni false sono sei volte più virali su Twitter rispetto ad informazioni vere. C’è una forte asimmetria in questa concorrenza dell’informazione, e questo è un dramma ! Si sarebbe potuto immaginare che nell’insieme di tutte le rappresentazioni del mondo quelle che avrebbero avuto un vantaggio sarebbero state quelle vere. Avremmo potuto immaginare che fra qualche decina d’anni avremmo potuto dare vita a delle vere e proprie società della conoscenza, perché la conoscenza può diffondersi meglio, ma non è ciò che sta accadendo. In certe situazioni, è la fake news che vince perché può godere del “lazy thinking”, il pensiero pigro.

Tutti gli studi mostrano che la variabile che determina l’affermarsi di queste informazioni è un indebolimento della nostra vigilanza razionale. Siamo tutti dotati di razionalità, ma in alcuni momenti abbassiamo la guardia. La cacofonia dell’informazione contribuisce a far abbassare il nostro livello di vigilanza. Nella maggioranza dei casi, ricerchiamo delle informazioni che vanno nel senso delle nostre credenze. Più informazioni disponibili ci sono, più ne troveremo sicuramente una che va nel senso di quello di ciò che crediamo veramente.

È il paradosso della credulità informativa, più informazioni ci sono, più diventiamo creduloni.”

Fake news, limiti agli influencer e lucidità contro il “lazy thinking”, queste le proposte di Gérald Bronner, sociologo francese.

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